C’è sempre lui. Silenzioso, fedele, inossidabile. Ogni giorno accendi il monitor… e ti guarda con la sua schermata nera e i caratteri verdi.
Benvenuto nel regno dell’AS/400, dove il tempo si è fermato al 1988.
Cos’è l’AS/400?
È il sistema che “tanto non si rompe mai”. Un prodigio dell’ingegneria IBM nato quando giravano i primi CD e si usava il fax. Oggi si chiama IBM i, ma la sostanza è la stessa: un ERP monolitico, stabile, chiuso e… totalmente allergico al concetto di modernità.
Ma se funziona, perché cambiarlo?
Ottima domanda. E la risposta è: perché siamo nel 2025.
Funziona, sì. Come funziona una macchina da scrivere: ci scrivi sopra, fa il suo dovere… ma non ti aiuta a lavorare meglio. E non si collega a niente.
I problemi veri (quelli che nessuno dice ad alta voce)
- Nessuno sa più programmare in RPG. Chi lo fa è in prepensionamento o in estinzione.
- Integrazione con altri sistemi? Serve un miracolo o un castello di interfacce.
- Utenti giovani in azienda? Quando vedono lo schermo verde pensano sia un pesce d’aprile.
- Dati e report? Esistono, ma ci vogliono quattro estrazioni e due santi.
- Personalizzare un flusso? Serve una squadra, tre settimane e un rosario.
Il punto è semplice
L’AS/400 non è il male. Il problema è che nel frattempo il mondo è andato avanti: cloud, API, dashboard, automazioni, AI. L’AS/400 sta ancora cercando il mouse.
La frase da segnarsi
“La tecnologia applicata a un processo inefficiente non fa altro che amplificare l’inefficienza.”
Quindi sì, cambiare ERP può fare paura.
Ma tenersi un sistema che non si adatta più a come vuoi (o dovresti) lavorare… è peggio.
Conclusione spietata (ma onesta)
Se l’AS/400 è ancora al centro della tua azienda, chiediti: sta tenendo in piedi i processi, o li sta bloccando? Se serve un sistema moderno, aperto, connesso e pensato per il presente – non per gli anni d’oro della lira – forse è il momento di voltare pagina. Prima che sia il sistema a spegnersi. O peggio: chi lo sa usare.