Succede spesso: c’è un problema con la stampante, con la posta, con il Wi-Fi.
La prima reazione? “Chiedi all’IT”.
Il fatto che l’IT Manager stia contemporaneamente gestendo server, sicurezza, fornitori, utenti e – magari – anche il progetto ERP, sembra irrilevante.
L’IT come punto di snodo, non come tappabuchi
Chi lavora in IT lo sa: la giornata rischia di finire prima ancora di iniziare. Tra operazioni ripetitive e richieste “urgenti” che urgenti non sono:
- Account da attivare
- PC da configurare
- Password da recuperare
- Stampa che non parte
- VPN che si blocca
- Riunioni a metà, perché “tanto tu capisci al volo”
E intanto l’ERP deve cambiare. E tutto dipende da te. Ma nessuno lo dice.
ERP: quando il problema non è tecnico, ma di ruolo
Nel cambio di un sistema ERP, il rischio non è il software. È pensare che l’IT debba “eseguire” senza partecipare alla visione. Quando l’IT Manager viene coinvolto solo per “far funzionare le cose”, il progetto parte zoppo.
Un ERP non è un progetto IT. È un progetto aziendale. Serve uno che sappia dove passano i dati, dove si inceppano i processi, dove sono i rischi. Quella persona c’è già: è l’IT Manager. Solo che troppo spesso non ha tempo né spazio per incidere davvero.
Un approccio più intelligente è possibile
Nei progetti di trasformazione, quello che serve non è moltiplicare le richieste all’IT, ma liberare risorse per il lavoro che conta:
- Analisi dei processi
- Decisioni architetturali
- Coordinamento tecnico
- Supervisione dei fornitori
- Dialogo con i reparti
Senza queste attività, il progetto va avanti comunque… ma spesso nella direzione sbagliata.
Conclusione
Il punto non è solo il cambio ERP. Il punto è riconoscere che certe figure – come l’IT Manager – meritano di essere messe nelle condizioni di lavorare davvero sul futuro dell’azienda. Non sul toner.